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Impianti fotovoltaici connessi alla
rete |
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Questa famiglia identifica quelle
utenze elettriche già servite dalla rete nazionale in AC, ma che
iniettano in rete la produzione elettrica risultante dal loro impianto
fotovoltaico, opportunamente convertita in corrente alternata e
sincronizzata a quella della rete.
Gli impianti di questo tipo sono di recente adozione, e sono comunemente
anche chiamati "impianti in conto energia", dalla normativa che
attualmente li regolamenta.
Ciò nonostante, l'applicazione del conto energia a questi impianti ha
conseguenze scarse se non nulle da un punto di vista tecnico. Si
consideri infatti che vi sono attualmente moltissimi impianti
grid-connected funzionanti perfettamente pur non applicandolo.
I principali componenti di un impianto fotovoltaico connesso alla rete
sono:
Campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli
fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole; Inverter,
deputato a stabilizzare l'energia raccolta, a convertirla in corrente
alternata e ad iniettarla in rete; Quadristica di protezione e
controllo, da situare in base alle normative vigenti tra l'inverter e la
rete che questo alimenta.
In questi impianti la rete costituisce la cosiddetta "batteria
infinita", prendendo in carico tutta l'energia in uscita dall'inverter,
per poi rilasciarla a richiesta degli utilizzi dell'utente.
Si tratta in effetti di una batteria virtuale, in quanto è praticamente
impossibile che venga rilasciata fisicamente la stessa energia iniettata
in rete alcune ore prima.
Piuttosto i vari gestori di rete sono chiamati dalla vigente normativa
italiana a fornire il servizio di batteria infinita a titolo gratuito,
fatte salve le spese di gestione, che si concretizzano in genere nel
canone annuo di locazione di un contatore piombabile, dedicato
esclusivamente alla produzione elettrica, e connesso a quello di consumo
per permettere di autoconsumare sul posto, iniettare in rete o prelevare
dalla rete l'energia in modo trasparente.
Se questo servizio è a titolo non oneroso, ovvero se viene fornito a
privati, prende tecnicamente il nome di net metering.
Questo tipo di impianti, grazie alle incentivazioni stabilite dai paesi
ratificanti il Protocollo di Kyoto, e concretizzatesi in Italia con il
cosiddetto Conto energia, hanno avuto un aumento esponenziale di
applicazioni.
Da oggi è possibile trasformare la propria abitazione in una piccola
centrale elettrica grazie ad una fonte inesauribile e non inquinante: il
sole.
La soluzione è installare sul tetto o a terra un impianto fotovoltaico
ed usufruire degli incentivi provenienti dal meccanismo di
incentivazione pubblica "in conto energia".
Attraverso di esso l'energia elettrica prodotta dall'impianto viene
remunerata per venti anni dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE Spa).
Gli impianti per la produzione di energia elettrica mediante tecnologia
fotovoltaica presentano diversi vantaggi, tra i quali i più
significativi sono:
assenza di qualsiasi tipo di emissioni inquinanti;
risparmio dei combustibili fossili;
estrema affidabilità poiché non esistono parti in movimento (vita utile
superiore a 25 anni);
costi di manutenzione ridotti al minimo;
modularità del sistema (per aumentare la taglia basta aumentare il
numero dei moduli). |
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Impianti fotovoltaici in isola |
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Questa famiglia identifica quelle
utenze elettriche isolate da altre fonti energetiche, come la rete
nazionale in AC, che si riforniscono da un impianto fotovoltaico
elettricamente isolato ed autosufficiente.
I principali componenti di un impianto fotovoltaico ad isola sono
generalmente:
Campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli
fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole;
Regolatore di carica, deputato a stabilizzare l'energia raccolta e a
gestirla all'interno del sistema;
Batteria di accumulo, deputata a conservare l'energia raccolta in
presenza di irraggiamento solare per permetterne un utilizzo differito
da parte dei carichi elettrici.
In questa configurazione di impianto, i carichi elettrici (ivi compreso
un eventuale inverter che serva utilizzi in corrente alternata) sono
direttamente connessi al regolatore di carica, che funge da vero e
proprio supervisore di sistema.
Il campo fotovoltaico in genere impiegato per gli impianti ad isola è
ottimizzato per uno specifico voltaggio di sistema, deciso solitamente
in fase di progettazione del sistema stesso.
I voltaggi più utilizzati sono 12, 24 o più raramente 48 V.
Conseguentemente, essendo la maggior parte dei moduli fotovoltaici in
commercio a 12 o 24 V, le stringhe elettriche che formano il campo sono
molto corte, fino al limite del singolo modulo per stringa.
In quest'ultimo caso, in pratica, il campo fotovoltaico è costituito da
semplici paralleli elettrici tra moduli, occasionalmente dotati di
diodi.
Il regolatore di carica ha tra le sue funzionalità più tipiche quelle
di:
stacco del campo fotovoltaico dalla batteria in caso di voltaggio
inferiore a quello utile a quest'ultima, come ad esempio dopo il
tramonto;
stacco del campo fotovoltaico dalla batteria in caso di ricarica totale
di quest'ultima;
stacco dei carichi elettrici dalla batteria in caso di scarica profonda
di quest'ultima.
L'accumulatore è in genere costituito da monoblocchi o elementi singoli
specificamente progettati per cariche e scariche profonde e cicliche.
Non sono in genere impiegati accumulatori per uso automobilistico, che
pur funzionando a dovere vengono rapidamente esauriti nelle prestazioni
a causa della gravosità di questo impiego.
Gli impianti fotovoltaici ad isola funzionano, come fa intuire già il
nome, indipendentemente dalla rete elettrica pubblica.
Questo tipo di impianto viene dunque impiegato principalmente per
l’alimentazione di apparecchi in zone isolate, o nel caso sia richiesta
grande mobilità. Per poter disporre di energia elettrica anche durante
le ore notturne l’energia fornita durante il giorno dai moduli FV viene
immagazzinata da accumulatori.
Un semplice impianto fotovoltaico ad isola è composto dai seguenti
elemento.
Cella solare: per la trasformazione di energia solare in energia
elettrica.
Per ricavare più potenza vengono collegate tra loro diverse celle.
Regolatore di carica: è un apparecchio elettronico che regola la
ricarica e la scarica degli accumulatori.
Uno dei suoi compiti è di interrompere la ricarica ad accumulatore
pieno.
Accumulatori: sono i magazzini di energia di un impianto
fotovoltaico.
Essi forniscono l’energia elettrica quando i moduli non sono in grado di
produrne, per mancanza di irradiamento solare.
Inverter: trasforma la corrente continua proveniente dai moduli
e/o dagli accumulatori in corrente alternata convenzionale a 230V.
Se l’apparecchio da alimentare necessita di corrente continua si può
fare a meno di questa componente.
Utenze: apparecchi alimentati dall’impianto fotovoltaico.
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